MOBILITA’ NELL’ULTIMO CHILOMETRO: CELLETTI (LEGA NORD) UN CLAMOROSO E COSTOSO FALLIMENTO
Un clamoroso fallimento. Questo è l’unico risultato dell’iniziativa comunale sull’”ultimo chilometro” ovvero sulla circolazione e sui parcheggi nel centro della città. Le due giornate in cui si è svolto il cosiddetto open space, una sorta di sfogatoio pubblico la cui gestione ci è costata ben 9.000 € più Iva (l’agenzia di “facilitatori”è venuta fin da Milano), hanno avuto scarso pubblico e richiamo, rispetto a quanto preventivato dal Comune. L’invito del Sindaco Lucchi rivolto ai cittadini perché dicessero la loro, di fatto inutilmente perchè chi deciderà su parcheggi e viabilità sarà esclusivamente la Giunta comunale, ha sortito l’effetto opposto a quello desiderato. E’ evidente che i cesenati, tranne pochi superottimisti o molto miopi, hanno capito tutto: le scelte sono già state prese altrove, mentre la partecipazione è una scusa per scaricare le responsabilità e per fare finta che i giochi siano ancora aperti. Un po’ come è successo per il nuovo Conad di Ponte Abbadesse e come accadrà per il parcheggio dell’Osservanza, che, pur osteggiato da tutti, sarà comunque realizzato perché così vuole il Comune. Che la mobilità sia uno dei temi forti della città, come ha detto l’assessore Miserocchi rispondendo ad una mia interpellanza sull’argomento, è tanto vero, quanto è vero il fatto che per dare risoluzioni non solo condivise, ma possibilmente anche efficaci servirebbero professionisti del settore non di parte e non viziati dal paraocchi di filosofie utopistiche. Ci vorrebbero insomma dei tecnici che, senza pretendere di ‘educarci’ secondo dettami puramente ideologici, presentassero ad amministratori e cittadini le soluzioni migliori per i problemi della circolazione urbana, in modo da non strangolare il centro storico, da rendere più snello e fluido il flusso delle auto, da facilitare i percorsi senza allungarli con inutili ed ingarbugliate giravolte, da realizzare parcheggi comodi senza compiere altri scempi ambientali e da aumentare la sicurezza di tutti gli utenti della strada. L’Amministrazione comunale invece si affida ai facilitatori per far ingoiare ai cittadini scelte indigeste che derivano da un Piano della Mobilità già oggetto di infinite critiche, anche da parte dei cosiddetti portatori di interesse. Critiche rimaste totalmente o quasi inascoltate. Mi chiedo, allora, quale significato dia la Giunta comunale al concetto di partecipazione e se sia ancora convinta che la gente si lasci abbagliare da belle parole senza contenuti e senza sostanza”.
Un clamoroso fallimento. Questo è l’unico risultato dell’iniziativa comunale sull’”ultimo chilometro” ovvero sulla circolazione e sui parcheggi nel centro della città. Le due giornate in cui si è svolto il cosiddetto open space, una sorta di sfogatoio pubblico la cui gestione ci è costata ben 9.000 € più Iva (l’agenzia di “facilitatori”è venuta fin da Milano), hanno avuto scarso pubblico e richiamo, rispetto a quanto preventivato dal Comune. L’invito del Sindaco Lucchi rivolto ai cittadini perché dicessero la loro, di fatto inutilmente perchè chi deciderà su parcheggi e viabilità sarà esclusivamente la Giunta comunale, ha sortito l’effetto opposto a quello desiderato. E’ evidente che i cesenati, tranne pochi superottimisti o molto miopi, hanno capito tutto: le scelte sono già state prese altrove, mentre la partecipazione è una scusa per scaricare le responsabilità e per fare finta che i giochi siano ancora aperti. Un po’ come è successo per il nuovo Conad di Ponte Abbadesse e come accadrà per il parcheggio dell’Osservanza, che, pur osteggiato da tutti, sarà comunque realizzato perché così vuole il Comune. Che la mobilità sia uno dei temi forti della città, come ha detto l’assessore Miserocchi rispondendo ad una mia interpellanza sull’argomento, è tanto vero, quanto è vero il fatto che per dare risoluzioni non solo condivise, ma possibilmente anche efficaci servirebbero professionisti del settore non di parte e non viziati dal paraocchi di filosofie utopistiche. Ci vorrebbero insomma dei tecnici che, senza pretendere di ‘educarci’ secondo dettami puramente ideologici, presentassero ad amministratori e cittadini le soluzioni migliori per i problemi della circolazione urbana, in modo da non strangolare il centro storico, da rendere più snello e fluido il flusso delle auto, da facilitare i percorsi senza allungarli con inutili ed ingarbugliate giravolte, da realizzare parcheggi comodi senza compiere altri scempi ambientali e da aumentare la sicurezza di tutti gli utenti della strada. L’Amministrazione comunale invece si affida ai facilitatori per far ingoiare ai cittadini scelte indigeste che derivano da un Piano della Mobilità già oggetto di infinite critiche, anche da parte dei cosiddetti portatori di interesse. Critiche rimaste totalmente o quasi inascoltate. Mi chiedo, allora, quale significato dia la Giunta comunale al concetto di partecipazione e se sia ancora convinta che la gente si lasci abbagliare da belle parole senza contenuti e senza sostanza”.